scuola

La scuola nella formazione del cittadino di domani

Genericamente il termine scuola sta ad indicare il luogo e l’istituzione dedita alla formazione della persona. La scuola ha origini molto antiche, tant’è vero che il suo nome deriva dal greco scholé che un tempo simboleggiava il ‘tempo libero’ impiegato per le discussioni filosofiche e scientifiche. La storia di questa istituzione è molto lunga e travagliata: partendo dagli antichi Egizi, passando per i Greci ed i Romani e arrivando all’età moderna, la scuola ha subito numerosi cambiamenti e modifiche in un susseguirsi di riforme e manovre politiche. All’interno dell’istituzione scuola, avviene il processo di istruzione ed educazione, due facce della stessa medaglia: componenti inseparabili del progetto formazione dell’uomo. Quest’ultima è fondamentale per la costruzione della personalità e delle attitudini del singolo in virtù della nascita del cittadino ideale. Immanuel Kant afferma che l’uomo non nasce tale ma lo diventa solo attraverso la formazione. Quando il bambino nasce è predeterminato dall’istinto e può umanizzarsi soltanto attraverso l’acquisizione di cultura e la socializzazione.

L’uomo ha l’attitudine naturale di apprendere e comincia a farlo spontaneamente fin dalla nascita, da principio grazie alla famiglia, il primo e fondamentale contesto sociale in cui viene a trovarsi risultante funzionale alla socializzazione primaria, ed in seguito grazie ad altre istituzioni extra parentali tra cui spicca la scuola, responsabile della socializzazione secondaria ed in particolar modo della trasmissione culturale. Qual è, dunque, il ruolo della scuola? Nello specifico mi riferisco a quella italiana. La vita del bambino a scuola inizia con quella dell’infanzia (comunemente chiamata scuola materna o asilo) dedicata ai bambini d’età compresa tra i tre e sei anni. I suoi obiettivi di apprendimento sono il sé e l’altro ( la presa di coscienza della propria identità e di quella altrui, delle diversità e delle prime regole sociali), il corpo in movimento ( i bimbi imparano a conoscere il proprio corpo alimentandosi, vestendosi e prendendosi cura della propria igiene personale senza l’aiuto dell’adulto), i linguaggi, creatività ed espressione (si insegna ad apprezzare l’arte quale la musica, il disegno e si acquisisce capacità di elaborare piani di azione e collaborazione per le attività di gruppo), i discorsi e le parole ( i bimbi cominciano a padroneggiare la propria lingua d’origine e ad arricchire il lessico), la conoscenza del mondo (attraverso l’osservazione e l’esperienza maturata al nido, i piccoli sono capaci di collocare sé stessi e ciò che gli sta intorno in un contesto spazio temporale ben definito).  La scuola primaria, detta anche elementare, è suddivisa in cinque anni dove i piccoli apprendono nozioni di italiano e matematica in primis, ed in secundis i concetti basilari di altre materie quali scienze, storia, geografia, arte, inglese, etc. 

La scuola passa attraverso diverse fasi:  quella secondaria di primo grado nota come scuola media e della durata di tre anni, dove vengono approfondite conoscenze inerenti alle materie precedentemente citate per il ciclo primario, e la quella secondaria di secondo grado meglio conosciuta come scuola superiore alla cui categoria appartengono licei, istituti tecnici e magistrali ed altri organi di specializzazione come istituti alberghieri ed affini che introducono direttamente nel mondo del lavoro essendo professionalizzanti. A seconda dell’istituto scelto, la durata del ciclo scolastico varia da tre a cinque anni ed è possibile specializzarsi in determinati ambiti di conoscenza o lavorativi. Quanto mostrato fin’ora è ciò che viene considerata scuola dell’obbligo. L’obbligo formativo è totalmente a carico dello Stato ed è proprio di molti Paesi del mondo. Esso viene introdotto per favorire una scolarizzazione di massa e contrastare il lavoro minorile basandosi sul principio fondamentale che l’istruzione è un diritto imprescindibile dell’essere umano nonché del cittadino. L’educazione superiore, comunemente chiamata università, al contrario di quella primaria e secondaria, non è obbligatoria ma piuttosto una libera scelta dell’individuo di perfezionare ed approfondire non solo le proprie conoscenze, ma anche le proprie competenze in un dato ambito lavorativo. L’università ha molteplici funzioni quali quelle di formazione delle classi dirigenti ed addestramento alle professioni intellettuali, oltre quelle di trasmissione e produzione del sapere. Successivamente si può scegliere di specializzare le proprie abilità professionali accedendo a master e dottorati presso enti privati o pubblici. Nel corso della formazione è possibile distinguerne due tipi: quella funzionale e quella intenzionale. La prima è proprio del sistema familiare o quello più genericamente sociale dove ci si ritrova ad interagire (ad esempio il padre comunica col bambino ma inconsapevolmente gli sta anche insegnando a parlare, arricchire il lessico e via dicendo) mentre la seconda è propria di quelle istituzioni con un chiaro e preciso intento formativo. Anche se la famiglia è il primo luogo d’interazioni, il sistema formativo trova nella scuola la sua istituzione più rappresentativa in quanto esclusivamente finalizzata ad educare e ad istruire le giovani generazioni in forma diretta, secondo programmi che fissano le finalità da perseguire, le vie da percorrere, i mezzi da utilizzare, i criteri e gli strumenti di verifica. La formazione  include non solo quella dell’uomo ma anche quella dell’uomo come cittadino di domani, chiamato a vivere pienamente in un determinato Stato. La scuola, in particolar modo quella di base, deve promuovere una formazione di acquisizione di abilità, capacità e atteggiamenti: motori, affettivi, sociali, morali, linguistici ed intellettuali in continua cooperazione con la famiglia. 

Avatar

About Natascia Caccavale

Volli, sempre volli, fortissimamente volli. Questa è la massima a cui mi ispiro ogni giorno per trovare la giusta grinta ed affrontare la complessità della vita. Sono convinta che la volontà muova il mondo e solo attraverso essa possiamo tentare di renderci felici. Pedagogista, giornalista e scrutatrice dell'animo umano, amo vivere la vita con entusiasmo e positività. Puoi scrivermi a [email protected]

Leave a Comment