Patrizio Bianchi ministro Istruzione

Bianchi salverà la nostra scuola?

Stare a contatto con i ragazzi nella scuola ha il suo vantaggio. Riesci a comprendere tanti aspetti che, al di fuori sono impercettibili. L’esperienza è una grande alleata, ma se non coadiuvata da un insieme di fattori, da sola non basta.

Il neo ministro per l’istruzione Patrizio Bianchi sembra intenzionato a perseguire per la scuola, la strada del cambiamento. Certo è un’impresa ardua, ma se non si comincia, non si potranno mai raccogliere frutti. Il momento è quello che è: incerto, nebuloso e contraddittorio, ma non per questo dobbiamo smettere di impegnarci e lattare duramente specialmente per le generazioni future.

Vediamo come siamo messi…

La scuola in Italia versa in condizione disperate. Da Nord a Sud ci sono molte criticità che non si risolvono in poco tempo ( a causa di fallimentari riforme ) e, con tutta la buona volontà dei governanti è ancora lontana da quel modello tanto aspirato per istruire le classi dirigenziali del domani. La questione è che la scuola è un fondamento indispensabile alla vita sociale dell’uomo, ma è stata smembrata e ricomposta in pezzi che definirei incongrui e incapaci di assolvere al proprio ruolo (salvando la pace di qualche santo). Ad ogni modo ripensare alla scuola come dovrebbe veramente essere è un sogno. Non farò una lista di quello che è stato progettato e non realizzato, ma mi basta citare i tanto attesi banchi con le ruote voluti così fortemente dall’Azzolina. Una vera assurdità credetemi! La scuola ha bisogno di tanto, ma non di certo di banchi inutili che sono sprecati.

Vi spiego perché

I bambini, i ragazzi, hanno bisogno di luoghi di apprendimento accoglienti, funzionali e dotati di strumenti capaci di favorire l’apprendimento individuale. Le abilità che si acquisiscono servono a sviluppare competenze utili alla vita quotidiana. Le risorse devono essere intelligenti come le opportunità da offrire che, mai come in questo caso, devono includere piani di convivenza scolastici a misura per la sicurezza della salute. È chiedere troppo? La situazione attuale non ci ha fatto fare ammenda? Credo proprio di no! Certo è che le scuole sono state chiuse in molte zone rosse dell’Italia a causa dell’elevato numero di contagi che si registra. Intanto si lascia un vuoto educativo e un isolamento sociale che impoverisce ancora di più lo stare insieme. Dunque possiamo affermare che tutta questa messa in sicurezza ( per assicurare il diritto allo studio e bla bla bla) proclamata del ex ministra non è in atto se i primi luoghi a chiudere sono sempre le scuole. Nulla di fatto, solo soldi spesi male.

Il Ministro Bianchi cosa propone?

Per il Ministro la prima cosa da fare è valorizzare il lavoro e gli sforzi fatti in questi mesi da tutto il personale scolastico. Egli ritiene che deve essere considerato un patrimonio da diffondere e proteggere. Per questo la scuola deve essere messa al centro della società guardando oltre la pandemia. Questo implica anche saper cogliere la realtà che, in questo momento francamente sembra stia sfuggendo di mano a tutti. Il nostro Paese risulta con un livello di istruzione più basso d’Europa e con una dispersione scolastica più alta d’Europa. Ripristinare questi gap significa lavorare con rigore favorendo l’inclusone.

Belle parole ma a noi servono i fatti

Tutto sommato l’avvio del ministro sembra buono. Quello di cui abbiamo bisogno adesso è l’azione e il coinvolgimento (reale) di tutti. Nessuno deve pensare solo ed esclusivamente a se stesso. Abbiamo una missione da compiere: dare al nostro Paese un futuro migliore e quale strada migliore se non quella della scuola con la S maiuscola. Ridiamo a questa istituzione il suo valore, la sua autorevolezza, la sua funzione, il ruolo più potente che possa esserci. Solo cosi ritroveremo una via… diffondere conoscenza con consapevolezza e permettere ai nostri ragazzi di amare ciò che faranno. Non è utopico tentare di fare il proprio lavoro e farlo bene per amore della gioventù.

Avatar

About Natascia Caccavale

Volli, sempre volli, fortissimamente volli. Questa è la massima a cui mi ispiro ogni giorno per trovare la giusta grinta ed affrontare la complessità della vita. Sono convinta che la volontà muova il mondo e solo attraverso essa possiamo tentare di renderci felici. Pedagogista, giornalista e scrutatrice dell'animo umano, amo vivere la vita con entusiasmo e positività. Puoi scrivermi a [email protected]

1 Comment

  1. Avatar
    Anna

    Concordo pienamente con te! E mi auspico che la scuola ritrovi la sua autorità. Con polso ma stando attenta ai bisogni dei ragazzi, con il quale bisogna avere diversi approcci in quanto non tutti hanno la stessa sensibilità, lo stesso carattere, talvolta famiglie solide alle spalle. La dad allontana i ragazzi da un contesto che dovrebbe dettare regole ed aiutarli a crescere e spianare loro la strada del futuro. Per mia fortuna ho incontrato qualche docente che faceva il suo mestiere per vocazione, e sono loro grata perché mi hanno mostrato che la realtà ha varie sfaccettature. Mi hanno fatta appassionare ed incuriosire rispetto alla vita ed alle varie forme di cultura.

Leave a Comment