La scuola come recupero del patrimonio culturale abbandonato nelle periferie urbane

La grande bellezza: il progetto dei giovani

La scuola è il luogo deputato alla crescita formativa e allo sviluppo della personalità del cittadino. Si sostanzia nella progettazione e realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione mirati allo sviluppo della persona umana.  Un compito non facile negli ultimi anni se riflettiamo sui fatti di cronaca all’ordine del giorno per violenza sui docenti e atti di bullismo perpetrati senza limiti sui più deboli. Una domanda ci nasce spontanea, la scuola forse ha fallito la sua mission educativa? Credo che in parte è colpa di un permissivismo senza freni nell’educazione dei nostri figli, ma forse qualcosa ancora si può fare e si deve fare. Bisogna innanzitutto avere una progettualità che tenga in considerazione i veri bisogni di una collettività e risorse per attuarle. In proposito è stato organizzato un progetto che trovo molto interessante “la grande bellezza” che prende spunto dal film di Sorrentino e che coinvolge le scuole delle periferie urbane. Adesso vi spiego come è stato pensato.

La periferia dimenticata

Periferia urbana

La periferia è stata sempre considerata un luogo emarginato e degradato. Oggi fortunatamente (a parte qualche eccezione), il significato denigratorio è superato, lasciando spazio a realtà cittadine ben organizzate, grazie anche alla nascita di attività economiche. Non tutte le periferie però sono fortunate a godere di uno sviluppo locale, in particolar modo se si tratta di quelle del Sud, di cui vi dirò.

Come vi ho detto all’inizio di questo articolo, la scuola è preposta alla formazione e sviluppo della persona umana. Per far sì che questo avvenga, bisogna offrire al di là delle mere conoscenze anche una cultura del saper fare e quindi, attuare attività che possano stimolare gli interessi dei giovani imparando facendo come sosteneva Dewey. Ho trovato pertanto, molto interessante, il progetto “la Grande bellezza” che ha coinvolto 600 allievi di quattro scuole del napoletano al fine del recupero dei patrimoni abbandonati.

Chi sono i protagonisti?

Giovani di periferia

Gli studenti in primis: scuole elementari, medie e superiori, che hanno condiviso in sei mesi laboratori formativi insieme  a 10 professonisti. Il progetto è stato organizzato da Officine Efesti che, ha individuato l’ICS A. Moro di Casalnuovo (Na), come l’istituto polo del programma. Il tutto si è svolto in rete con il Liceo Artistico e Scientifico E. Majorana di Pozzuoli (Na), l’ICS Don Milani Capasso e la scuola Media Caporale di Acerra. Ogni istituto ha realizzato i laboratori sulla base delle esigenze territoriali che hanno lasciato emergere le inclinazioni degli alunni. A Casalnuovo ad esempio i ragazzi hanno lavorato sul linguaggio, la periferia come identità culturale, il rap come passione, il teatro/danza e il mimo come espressione del linguaggio corporeo. I giovani di Pozzuoli hanno fatto risaltare il patrimonio e la contemporaneità, l’interesse per il teatro comunitario coinvolgendo la cittadinanza. Gli studenti del Caporale invece, si sono cimentati nella tradizione, nel territorio e patrimonio con un interessante lavoro sulla maschera.

Il progetto ha coinvolto…

Laboratori formativi

Il progetto La grande bellezza, ha coinvolto familiari, nonni, artigiani locali, anziani dei quartieri e diverse professionalità. L’intento è stato quello di creare un ponte relazionale tra i giovani e il patrimonio culturale materiale e immateriale abbandonato. Così si sono messi all’opera una sarta, un urbanista, un architetto, un grafico, un’antropologa, un illustrator, esperti di teatro in aree di disagio giovanile, curatori e performer. Un team che ha messo in campo una didattica e una offerta formativa innovativa che ha permesso l’esplorazione e la mappatura del territorio come non era mai accaduto. I giovani studenti hanno potuto usufruire della digitalizzazione degli archivi, della digital mapping, comprendendo il significato della promozione e marketing del turismo sostenibile attraverso una progettazione culturale mirata e ben strutturata. Solo conoscendo bene le risorse del proprio territorio, si possono valorizzare.

«La Grande Bellezza indaga la relazione fra estetica, territori periferici e le umanità che li abitano – raccontano le curatrici Stefania Piccolo e Alessandra Magnacca – generando un ponte fra alcuni contesti liminari della provincia di Napoli, per eleggere la periferia, quale spazio emozionale e geografico, come luogo privilegiato per le attività di promozione culturale, terreno fertile, pronto per dar vita a visioni contemporanee». La referente organizzativa Ilaria Ceci, ha precisato che il lavoro è partito dalla domanda:«cos’è la bellezza per te» e da questo punto si è aperto un mondo ancora tutto da esplorare. L’iniziativa si concluderà con un incontro speciale. Il 10 maggio Agostino Riitano, project manager supervisior di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, ha invitato gli allievi, i dirigenti scolastici e i cittadini a confrontarsi sul valore e gli impatti di interventi culturali, che coinvolgono le comunità, i territori, i giovani e, che fanno parte di quelle buone prassi che aprono il dialogo tra diverse culture come Napoli e Matera. La notizia è per i più curiosi: chiunque abbia voglia di conoscere più da vicino quello che sono stati in grado di realizzare questi ragazzi, può avvalersi dell’apertura al pubblico dall’11 maggio al 4 giugno. Un pretesto per ammirare e gratificare l’impegno e le novità proposte dagli studenti per renderli protagonisti a tutto tondo. Tutto questo, inoltre, ha trovato l’adesione della sartoria Cesare Attolini, il brand di rilievo internazionale che ha realizzato gli abiti dell’attore Toni Servillo nel film di Sorrentino la Grande Bellezza.  Gli studenti hanno potuto visitare l’azienda Attolini per osservare più da vicino manufatti e generare un rapporto formativo tra scuola e l’imprenditoria di eccellenza. Non poteva mancare l’approvazione del Miur finanziatore del progetto con i Fondi Strutturali Europei nell’ambito del Programma Operativo Nazionale- Potenziamento all’educazione al patrimonio culturale, artistico e paesaggistico. Una speranza per una sempre più buona scuola.

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About Natascia Caccavale

Volli, sempre volli, fortissimamente volli. Questa è la massima a cui mi ispiro ogni giorno per trovare la giusta grinta ed affrontare la complessità della vita. Sono convinta che la volontà muova il mondo e solo attraverso essa possiamo tentare di renderci felici. Pedagogista, giornalista e scrutatrice dell'animo umano, amo vivere la vita con entusiasmo e positività. Puoi scrivermi a [email protected]

2 Comments

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    Mara

    Mi piace come progetto ma non deve limitarsi solo da noi ma a macchia d’olio, fare in modo che la partecipazione dei genitori sia molto più presente ( oltre ai ragazzi) xchè è nella famiglia il vero problema….

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    Annamaria

    Come madre di due bambini credo che si possano davvero ottenere risultati educando attraverso questo tipo di progettii… i bambini, i ragazzi d’oggi sono molto più coinvolti e stimolati… Stimolare ormai è diventata la parola chiavi per qst giovani d’oggi che sembrano essere sempre più annoiati e poco reattivi… resta indiscusso il fatto che noi genitori dobbiamo essere i primi ad aprirci a qst nuovo tipo d’iniziative!

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